Tavernelle Val di Pesa (SI)
2025
Cliente: The Florence Hills
Fotografie: archivio Binario Lab
Render: Arch. Alessandro Argentesi
• Concorso di idee con menzione d'onore
Podere Santa Margherita
Il progetto prevede il restauro di una casa colonica Leopoldina del XIX secolo, una tipologia di abitazione rurale tipica della Val di Chiana in Toscana.
Le principali caratteristiche di questo tipo edilizio includono logge al piano terra, un forno interno all’edificio, una colombaia e uno spazio destinato a stalla.
L’area di progetto comprende due edifici: la casa principale e un annesso rustico adiacente situato sul retro della proprietà.

Nel corso dei secoli, l’edificio principale ha subito modifiche sia nella distribuzione interna sia nelle facciate.
L’obiettivo è riportare la villa a un’unica unità residenziale, eliminando le aggiunte successive e riallineando le aperture. I tre archi della facciata principale verranno ridimensionati dopo un’analisi della curvatura degli archi esistenti nella muratura. Tali archi saranno inoltre ricreati sul lato opposto, così da stabilire una continuità visiva tra i due giardini.


L’ingresso principale è collocato centralmente nella pianta, dividendo la casa in due blocchi.
Entrando, si accede a uno spazio con soffitto ligneo attraversato orizzontalmente da una passerella rialzata che conduce alla scala principale. Questa piattaforma è stata progettata per suddividere longitudinalmente gli ambienti.
Proseguendo lungo questo percorso sopraelevato verso il lato nord-ovest si raggiunge la zona giorno, caratterizzata da piccole volte in mattoni e da una doppia fila di archi che separa il soggiorno dalla zona pranzo. Gli archi potranno anche fungere da spazio espositivo, dove sottili strutture metalliche sosterranno dipinti e sculture.


I materiali scelti richiameranno la tradizione: cotto per i pavimenti e terra cruda per le pareti. Solo la modalità di posa e le texture offriranno un’interpretazione contemporanea. Gli arredi saranno semplici ed essenziali nel design.



Il primo piano ospiterà le camere da letto. La camera padronale sarà dotata di bagno en suite con una parete di armadi integrati e una cabina armadio posta di fronte al letto, accessibile tramite un sistema di pannelli pivotanti e pieghevoli. Una scala a chiocciola accanto all’ingresso condurrà a un primo spazio boudoir. Proseguendo verso l’alto, si raggiungerà la sommità della colombaia, trasformata in bagno, dove una doccia circolare sarà collocata al centro della stanza, offrendo viste sulle colline circostanti attraverso una finestra a doppia luce.

Il progetto attribuisce grande importanza al giardino.
Considerando la posizione dell’edificio sulla sommità di una piccola collina e circondato da un fitto bosco, il disegno prevede una serie di “stanze verdi” lungo il percorso dal cancello principale fino alla villa. Questi spazi saranno delimitati da alberi e vegetazione più bassa, in continuità con il paesaggio naturale.
Questi giardini segreti sono concepiti come luoghi di sosta e contemplazione prima di raggiungere la casa colonica.
Le essenze arboree e arbustive selezionate saranno specie autoctone: mirto, lavanda selvatica e ginestra per il giardino retrostante, mentre pini marittimi, tigli, gigli e digitale purpurea incorniceranno i giardini sul lato d’ingresso.

Per gli esterni, a seguito di un’analisi cromatica degli edifici coevi, verrà scelto un intonaco dai toni chiari. Sia per le finiture esterne sia per quelle interne verrà utilizzata terra cruda (tipo Matteo Brioni), un materiale composto da argille e inerti provenienti da diverse regioni d’Italia. I colori deriveranno dalla miscela di differenti argille senza l’impiego di pigmenti naturali o artificiali. Questo approccio sostenibile garantirà un maggiore comfort abitativo.

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